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Via dei Forti dell’Oltrepiave

Il territorio d’Oltrepiave, con i Comuni di Vigo e Lorenzago di Cadore “uniti e separati” dai torrenti Piova e Romotoi, nasconde una varietà incredibile di ambientazioni, natura, panorami, storia. L’idea di un’altavia che attraversa tutto questo territorio nasce dalle sezioni CAI dei due paesi per far conoscere al meglio i segreti della “montagna vissuta”, dove un secolo fa si costruivano i forti e trincee, dove i contrabbandieri trovavano una via sicura verso il Friuli, dove pascolano ancora gli animali, dove è possibile restare soli e in silenzio a contemplare il panorama unico e la natura selvaggia…

Il percorso, che congiunge idealmente i forti del Monte Tudaio e del monte Miaron, attraversa gran parte di questo territorio. Con punti di appoggio quali il bivacco Spagnolli, il rif. Tenente Fabbro, il bivacco Vaccari, può essere percorso completamente in 3-4 giorni; in alternativa, è strutturato in modo da essere un contenitore di 8 percorsi più brevi ad anello, percorribili in giornata, che messi insieme vanno a coprire l’intera altavia. Seguono le descrizioni dei singoli 8 anelli con, tracciata e scritta in blu, la parte relativa al percorso completo dell’altavia (in corsivo le varianti che chiudono i singoli anelli).

I TRATTO: IL FORTE DI MONTE TUDAIO

La partenza dell’altavia è in località Piniè, presso il ristorante Chalet Pino Solitario. Superato l’alveo del “Rin de Soandre” è possibile scendere per la stradina a sinistra che porta in pochi minuti alle opere militari “Vallo alpino del Littorio” o iniziare a destra la lunga salita che in circa 4 ore porta sulla sommità del monte Tudaio. La mulattiera a tornanti di oltre 8 Km fu costruita dal genio militare oltre 100 anni fa, seguita dalla costruzione del Forte, un’autentica cittadella dotata di batteria corazzata e servizi ausiliari, posta in posizione tale da poter dominare tutte le valli sottostanti. Giunti in vetta, è possibile scendere per il sentiero attrezzato “dei mede”, via per esperti che dai muri perimetrali del forte porta nella sottostante “val de Ciariè” dove, attraversato un grosso ghiaione, è segnalato il bivio che porta a risalire verso i Fienili Pramossei ed agganciare il II tratto dell’altavia o a scendere al Pino Solitario chiudendo l’anello (percorribile in maggiore sicurezza nel verso opposto, con salita per “i mede” e discesa per strada militare).

II TRATTO: LA VIA DELLE TRINCEE

L’anello parte e arriva a Laggio di Cadore. Risalendo il sentiero n°1328 è possibile godere della ricchezza del sentiero botanico “G.Larese” e del museo a cielo aperto di col Ciampon, con le trincee e gli appostamenti militari recuperati dai volontari di Laggio. Da qui si prosegue salendo per sentiero più difficile verso la chiesetta di S.Daniele e, superato un salto attrezzato di pochi metri, si sale per ripida traccia fino a col de Poeca, punto panoramico straordinario sull’Oltrepiave e sul Centro Cadore. Qui sono visibili i resti della teleferica che serviva il forte del monte Tudaio, partendo da Laggio. Con una ripida discesa seguita da un’altrettanto ripida salita si giunge sul col Pramossei, dove sono ben visibili altre trincee; si scende quindi ai Fienili Pramossei, dove arriva anche il sentiero di collegamento dal primo tratto dell’altavia. Proseguendo verso sud-est la stradina passa in località Masoi, punto panoramico d’eccezione, e Zergolon (dove parte il ripido sentiero n°329 che porta in vetta al monte Schiavon), fino a Starezza, dove un sentiero sale a sinistra fino a forcella Starezza e al bivacco “G.Spagnolli” a Ciadin Alto, primo punto di appoggio per chi volesse percorrere l’intera altavia. Per chiudere l’anello rientrando a Laggio si prosegue invece per la strada che scende da Starezza fino al sentiero dei “Crontui” sulla destra, che porta in località “Deine” sulla stradina n°328 che scende in paese (continua sotto la galleria).

III TRATTO: IL GIRO DEI BRENTONI

L’anello è il più lungo e impegnativo degli otto; percorribile in giornata da escursionisti esperti ed allenati, può anche essere diviso in due parti vista la presenza di 3 bivacchi lungo il percorso, che permette di compiere il giro completo della catena fra le forcelle Valgrande e Ciadin Alto Ovest. Partendo a Sella Ciampigotto, sull’altopiano di Razzo, il sentiero n°332 porta a Forcella Losco e forcella Camporosso; qui si prosegue a destra lungo uno spettacolare tratto in cengia che porta fino a forcella Valgrande, dove è possibile scendere sul versante nord dei Brentoni fino a “Drota de le pere”, risalire a forcella Malpasso, scendere alla “Federa Mauria” e salire di nuovo al bivacco Ursella-Zandonella e alla forcella Ciadin Alto Ovest, che riporta sul versante meridionale al Bivacco “G.Spagnolli”. Interessante la possibile variante del tratto fortificato che congiunge le forcelle Ciadin Alto Ovest ed Est, che presenta però difficoltà alpinistiche. Continuando a scendere lungo il sentiero si giunge a Forcella Starezza, dove parte il sentiero “de le lavìne” che, prima per traccia poco visibile su ghiaioni e colatoi detritici, poi tra i mughi, riporta a forcella Camporosso passando sotto la spettacolare Cima Ovest dei Brentoni (raggiungibile per sentiero e tratto attrezzato negli ultimi 60 metri). Da forcella Camporosso il sentiero per forcella Losco riporta a Sella Ciampigotto, dove è possibile appoggiarsi al rifugio Tenente Fabbro.

IV TRATTO: LA VIA DEI PASCOLI

Da Sella Ciampigotto il sentiero n°337 risale tra le antiche trincee verso l’arrivo dello skilift e da lì prosegue tagliando orizzontalmente il pendio e aggirando Sola e i Tudai di Razzo fino alla valle pietrosa dietro i Tudai, dove è possibile salire a sinistra verso le malghe di Forni di Sopra o proseguire a destra verso “La Sella” del monte Piova. Scesi alla “Sella” lungo una breve traccia poco visibile fra le rocce si risale sul lato opposto mantenendosi sulla cresta erbosa che porta verso il col Rosolo e da lì scende a Casera Doana. Dalla Casera si scende per la stradina del Bosconegro fino all’imbocco di val Larga dove, attraversato il ponte sul torrente, il sentiero n°337 sulla destra riporta lungo la Valdescosa alla partenza a Sella Ciampigotto.

V TRATTO: LA VIA DELLA MAURIA (via dei Contrabbandieri)

L’anello, piuttosto lungo ed impegnativo, contiene il tratto di altavia che collega Casera Doana al Passo Mauria, antica via dei contrabbandieri verso la Carnia. Dai fienili S.Osvaldo, dopo il ristorante Chalet al Fogher, si scende per stradina sul torrente Piova; da qui prosegue la stradina (n°338), prima dolce poi sempre più ripida per località Dumelle, Costa, Larine, Prà de la Monte; un sentiero continua a salire nel bosco fino ai pascoli di Casera Doana. Dalla Casera il sentiero n°336 sale ulteriormente fino a un bellissimo passaggio in quota che termina su un pascolo: attraversando il prato si ritrova il sentiero che scende nel bosco fino al Passo del Landro, per poi risalire sul lato opposto fino al col Pioi e scendere nuovamente per Costa Bordonà fino al confine con la Carnia, sul sentiero n°207 che porta a Stabie. Presso i fienili di Stabie, lasciando la stradina che conduce al Passo Mauria, il sentiero 358 riporta a nord verso la val Ciarnera, che scende a ovest a Romotoi, dove una stradina risale fino a Costa per chiudere l’anello.

VI TRATTO: LA FORRA DI ROMOTOI

I Fienili di Romotoi sono collegati al torrente Piova dall’omonimo ruscello attraverso un canyon naturale dalle pareti altissime e dalla spettacolarità unica, attrezzato in alcuni tratti ed interamente percorribile fino alla val dell’Orse, da cui si può giungere a Lorenzago attraverso il Parco dei Sogni. Partendo da Lorenzago o dai mulini a Pelos e risalendo il Piova si entra a destra nella val dell’Orse e poco più avanti nella forra del Romotoi; usciti dal canyon si prosegue lungo il torrente fino a che la traccia di sentiero non raggiunge una stradina sterrata che a sinistra porta ai fienili di Romotoi, a destra  sale molto ripida verso Antrecolle, località panoramica fra i colli Audoi e Mezzarazzo. Giunti ad Antrecolle si prosegue a sinistra per trovare la strada militare che scende a destra verso Lorenzago per le località Pecosta, Averto e Mirabello.

VII TRATTO: IL SENTIERO DEL PAPA

Dal castello Mirabello inizia il “Sentiero del Papa” (sentiero CAI 336) che sale verso il passo della Mauria; il percorso passa per le località Averto, Stabiere, Ciaurutte, Croera, Pupenego e Val de Palù fino a Stabie, dove una carrareccia prosegue verso il passo della Mauria. Dal passo della Mauria si può tornare a Lorenzago imboccando una carrareccia in discesa (la vecchia strada) che più avanti attraversa la strada asfaltata e la raggiunge nuovamente in corrispondenza di una piccola area attrezzata per pic-nic; da qui si prosegue sulla strada per circa 1 km, quindi si imbocca sulla destra una stradina che prosegue fino a Lorenzago.

VIII TRATTO: IL FORTE DEL MONTE MIARON

Dal Passo Mauria parte la stradina militare che sale a tornanti fino al ricovero militare del monte Miaron. Da qui, lasciando la traccia che raggiunge la vetta del monte, è possibile prendere il sentiero attrezzato “Olivato” che conduce fino al bivacco Vaccari, sotto il Cridola. Per chiudere l’anello, che gira attorno alla cresta del Miaron, si oltrepassa la Forca del Cridola, di scende nella “Val de la Tora” e da qui nuovamente al Passo Mauria.

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